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Mutuo: scegliere tra tasso fisso e tasso variabile

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mutuo a tasso fisso o a tasso variabile
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Mutuo a tasso fisso o mutuo a tasso variabile?”. Se anche tu ti sei fatto questa domanda prima di sottoscrivere un finanziamento puoi stare tranquillo, si tratta un dubbio venuto un po’ a tutti. Se poi aggiungiamo anche i mutui a tasso misto, quelli a tasso capped rate e i mutui a tasso bilanciato, i dubbi aumentano.

In questa guida cerchiamo di fare chiarezza e appianare tutti i tuoi dubbi, spiegando bene tutte le differenze per capire insieme quale sia la soluzione più adatta alle tue esigenze.

  1. Mutuo a tasso fisso, cosa c’è da sapere
  2. Caratteristiche del mutuo tasso a variabile
  3. Mutuo: quando scegliere un tasso fisso o un tasso variabile

Mutuo a tasso fisso, cosa c’è da sapere

Il mutuo tasso fisso si chiama così perché l’importo della rata viene stabilito al momento della stipula del contratto e si ripete per tutta la durata del finanziamento.

Questa tipologia permette di pianificare in tutta tranquillità le spese da sostenere nel corso degli anni, anche se rimane una delle soluzioni più onerose.

Al momento della stipula del contratto conoscerai a priori la durata del finanziamento e l’importo di ogni singola rata, oltre all’intera somma che dovrai restituire. 

Lo spread, cioè il costo aggiuntivo che viene applicato al tasso di base da te richiesto, viene calcolato dall’Eurirs. È attraverso questo valore che la banca ottiene il suo guadagno reale. Quindi più basso sarà lo spread, minore sarà il costo delle rate del mutuo. Solitamente, questo valore rimane fisso per tutta la durata del finanziamento, ma esistono contratti che consentono la modifica dello spread.

Il tasso Irs, invece, è uno strumento utilizzato dalle banche per proteggere il credito degli istituti nel caso in cui il costo del denaro dovesse aumentare e diventare superiore alla rata fissata pagata dal mutuatario.

In genere chi sceglie questa tipologia lo fa perché preferisce avere la certezza che l’importo della rata non subirà alcuna variazione nel corso degli anni.

Caratteristiche del mutuo tasso a variabile

La rata del mutuo a tasso variabile, a differenza di quello fisso,  si modifica con cadenze prestabilite, in base a uno o più parametri di indicizzazione come Euribor (Euro Interbank Offered Rate), il BCE o il già citato spread.

Questa tipologia di mutuo è consigliata a chi ha un reddito medio-alto e può permettersi di correre rischi dovuti a un rialzo del costo del denaro.

Se i parametri aumentano, aumenterà anche la rata mensile da restituire. In genere le prime rate di un mutuo tasso variabile sono più basse rispetto a quelle di un mutuo tasso fisso, ma la frequenza con cui gli indici di mercato cambiano rendono questa tipologia di mutuo più onerosa sul lungo periodo.

Il consiglio che possiamo darti è quello di stipulare un mutuo a tasso variabile quando prevedi di restituire alla banca la somma finanziata entro massimo 15 anni.

L’alternativa è optare per queste soluzioni:

  • A tasso misto: questo mutuo permette, nel corso del piano di ammortamento, di passare una o più volte da un tasso fisso a un tasso variabile  
  • Variabile a rata costante: rappresenta una soluzione di finanziamento a tasso variabile ma con rate di pagamento mensile a importo fisso e predeterminato
  • Variabile con CAP: permette di porre un tetto massimo al tasso variabile in modo da evitare aumenti eccessivi delle rate mensili

Mutuo: quando scegliere un tasso fisso o un tasso variabile

Ti consigliamo di scegliere il tasso fisso se prevedi di accendere un mutuo che supera i 20-30 anni. La lunga scadenza ti permette di pianificare una spesa mensile con un importo bloccato, che ti mette anche al riparo da possibili brutte sorprese.

Se, al contrario, prevedi di accendere un mutuo della durata massima di 15 anni puoi optare per un mutuo a tasso variabile. I costi di un mutuo breve sono infatti maggiormente prevedibili e anche pianificabili in termini di piano di ammortamento.